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  • Diciamo no alle alleanze con il centrosinistra, e sì all'Unità dei Comunisti.


    Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com
    UNITI E COMPATTI VINCEREMO!FINO ALL'UNITA' LOTTEREMO!
    Diciamo no alle alleanze con il centrosinistra, e sì all'Unità dei Comunisti.

    Siamo un gruppo di compagne/i appartenenti alla moltitudine dei partiti comunisti e alla diaspora.
    La situazione sempre più reazionaria della destra e il comportamento sempre più complice dei partiti borghesi (PD e SEL), la mancata risposta dei partiti comunisti, la poca credibilità e la subalternità al pd e alla nuova sinistra moderata nonchè i comportamenti settari e autoreferenziali, ci impongono di scendere in piazza, subito prima dei due congressi del Pdci e del PRC, rivolgendoci però a tutti i partiti comunisti..
    Questa volta la manifestazione la faremo in casa – tra comunisti- e siamo convinti che le dirigenze di tutti i nostri partiti, sensibili alle rivendicazioni, alle richieste ed alle volontà dei loro compagni, non si esimeranno dal darne seguito e risposta.
    Dopo quindici anni di tattiche erronee e sempre simili a se stesse, dopo decenni di disfatte e revisionismi, è ora di dire basta con la subalternità al governismo e alle alleanze a tutti i costi col PD. Eliminare la destra del paese è un compito per noi prioritario ed ineludibile ed è per questo che ci battiamo da sempre nelle piazze per raggiungere questo obiettivo che però non può più essere strumentalizzato per sostenere un futuro governo di centrosinistra che flirta con Confindustria, sostiene le missioni militari all'estero ed è in linea con i poteri forti come Vaticano e BCE. Abbiamo ormai un'esperienza e un bilancio chiaro sulle esperienze fallimentari dei governi di centrosinistra che portano tutti a dover riconoscere che questa prospettiva è a sua volta nemica dei lavoratori e del popolo italiano.
    Consci che la eventuale presenza di quattro parlamentari in un parlamento che, al di là dei giochi di ruolo e dei copioni, è compatto a favore dei padroni, non modificherà di una virgola le decisioni filo-capitalistiche e le controriforme dei partiti del cosiddetto "centrosinistra", crediamo sia venuto il momento definitivo per ricominciare a costruire un partito alternativo, autonomo ed in opposizione anche al PD e ai suoi accoliti. Un partito che sia avanguardia, che sia riconoscibile nelle lotte e nelle scelte politiche come strumento per la lotta di classe, un partito che non tentenni tra lo stare dalla parte dei lavoratori o degli accordi scandalo sottoscritti in campo sindacale, un partito presente e unitario,che lotti senza compromessi per l’eliminazione del precariato e della legge 30. Un partito dunque che si riconosca nei principi comunisti tutti i giorni e a tutti i livelli. Un partito che non abbia paura di fare opposizione e che lo faccia mettendo sempre al centro gli interessi e i programmi delle classi subalterne che deve rappresentare, che non sia morbido verso le scelte politiche o sindacali  in prossimità di appuntamenti elettorali, che tralasci gli opportunismi a chi dell'opportunismo è maestro e per questo inviso da noi compagni e compagne. Un partito che sia credibile e non sia oggi contro la TAV "senza se e senza ma" e poi freni e faccia concessioni in vista di possibili accordi elettorali futuri con il PD, che non sia a parole per l'acqua pubblica e la sanità pubblica, ma contemporaneamente preghi per l’unità con sinistra e libertà che calpesta queste parole d’ordine a partire dalla Puglia, che non sia per la pace e contro le guerre imperialiste ma contemporaneamente supino alle alleanze con i guerrafondai del centrosinistra e lo supporti nel finanziare le missioni militari.
    Tutto questo è film già visto e ci ha portato all'ulteriore declino e frammentazione, se non al vero allontanamento, abbandono e disaffezione di validi compagni all'impegno politico. Chiediamo un atto di coraggio e di discontinuità. La dimostrazione che i comunisti sono diversi e alternativi al modello di società dominante, nella questione morale, nelle lotte, negli obiettivi da perseguire e nella prospettiva di costruire una società diversa. La dimostrazione che il vertice ascolti e incarni i sentimenti politici della base che dovrebbe rappresentare e la dimostrazione che si vuole lottare, uniti, per la classe lavoratrice, i precari, le donne, gli immigrati ed i pensionati a basso reddito, e non che si lavora per avere una poltrona con scorciatoie che non modificano nulla degli assetti presenti e che al contrario compromettono la nostra credibilità.

    Non ci interessano le lotte interne, non ci interessano le complicità sottobanco con altri, ci interessa tornare ad essere orgogliosi di definirci tesserati di un "Partito Comunista".
    Non accetteremo di nuovo di piegarci ai ricatti della "Grande alleanza democratica" (2004) o di nuove alleanze subalterne variamente dipinte in questi quindici anni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nessuna utilità, nessuna crescita, al contrario,solo disillusione da parte dei compagni che si sentono ogni volta sempre più traditi.
    Pertanto, la priorità su cui ricostruire questo Partito non può essere solo quella di tornare in Parlamento, soprattutto se non vincoliamo questo ritorno a un preciso programma tutto a vantaggio della classe e non a sostegno dei poteri forti. Parallelamente chiediamo l'inizio di un percorso condiviso verso una costituente aperta e partecipata, che porti alla realizzazione dell'unità dei comunisti, a un programma minimo anticapitalista e antimperialista e che non sia un progetto calato dall'alto stabilito a tavolino e per quote, ancora una volta lontano dai compagni e da tutte/i le/i comuniste ma frutto di un lavoro e di una discussione seria e costruttiva.
    Un percorso condiviso che coinvolga tutte le diverse realtà comuniste disponibili e non solo un'unità tra i vertici di due partiti, ma l'apertura di una reale Costituente Comunista che dia vita ad una concreta opposizione di classe, contro lo squalo capitalista, contro il patto sociale, contro gli accordi truffa, supportati dal centrodestra e dal centrosinistra.
    Noi chiediamo con coraggio e convinzione che ci sia una svolta realmente a “sinistra” e dal “basso”.

    Per sostenere con forza questi obiettivi diamo appuntamento a tutti i compagni e tutte le compagne, a Roma, sabato 22 ottobre 2011, alle ore 15.00 sotto la sede della Federazione della Sinistra, per far sventolare di nuovo, con orgoglio, tutti insieme la nostra bandiera rossa.


    Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com con nome cognome città e eventualmente Partito di militanza
    prime adesioni:
    Gennaro Thiago Nenna PRC Circolo Fortunato Cava de' Tirreni (SA) , Costantino Borgogni PRC Poggibonsi Siena, Maria Antonietta Garofalo PRC Castelvetrano ( TP ), Elena Gaetti PdCI Pavia, Valentina Marchesini Circolo PRC Siena, Fausta Dumano Circolo PRC Carlo Giuliani Frosinone, Mario G. Cossellu, Segreteria Circolo PRC/SE "Enrico Berlinguer"  Bruxelles, Mauro Salvi PdCi Pavia, Manuela Consogno PdCi Pavia, Nicola Iozzo PdCi Vibo Valentia, Francesco Andreini PRC Siena, Roberta Laura Vannini - Guidonia Montecelio (RM)- PdCi - Tea Cernigoi Torino, Andrea Salutari, coordinatore provinciale GC Torino, Andrea Zampieri PRC Mirano Ballan (VE), Marina Susanna Loi PRC Sardegna, Filippone Manuela Calamonaci PRC Federazione provinciale FdS, Katia Silvestrini PRC Fabriano (ex segretaria circolo PRC Fabriano), Massimo Filipponi detto Kolkov Roma ex dirigente PdCI (non rinnovata la tessera per protesta), Angelo Caputo Giovani Comunisti (RC) circolo: Tiburtino III Roma, Anna Cotellessa ex PdCi (non rinnovata la tessera per protesta), Luca Furlan dei GC di Gorizia (circolo PRC di San Canzian d'Isonzo), Maria Pina Chessa (insegnante precaria) Circolo Centopassi PRC Nuoro, Luca Marini PRC Prato, Angela Bindi Circolo PRC di Sovicille Siena, Iole Superchi Allumiere Circolo PRC di Allumiere, Luisa Monaco circolo PRC San Lorenzo Roma, Margherita Bravo PRC Venezia,  Andrea Cristofaro Circolo PRC Carlo Giuliani Frosinone, Alessandra Aiello PRC Roma, Sandro Targetti PRC Circolo Ferrovieri Spartaco Lavagnini Firenze, Angelo Silvestri Segreteria PRC Cori (LT), Laura Scappaticci- senza tessera ex PdCI- Arpino (FR), Adele Patriarchi insegnante Roma, Italo Nobile Circolo PRC Stella San Carlo all'Arena Napoli, Simone Servello PRC Petrizzi CZ, Giampaolo Pellegrini Firenze, Alessandro Perrone CU Monfalcone/FVG, Mario D'Acunto Comunisti Uniti Toscana, Domenico Marcone Pescara , Loretta Mugnaini  rappresentante PRC di Scandicci (FI), Parissi Piero, Scandicci (FI) (ex iscritta PRC per protesta), Vignoli Mauro, Scandicci (FI) (ex iscritto PRC per protesta), Pucci Parizia, Scandicci (FI) (ex iscritta PRC per protesta),  Gianni BASSANI responsabile provinciale Lavoro del PRC Siena, Pino De Luca San Donaci (BR), Marzano Thomas PRC San Mauro Torinese (TO), Giuseppe Ambrosio PdCI Vibo Valentia e Comunisti Uniti Calabria, Marina Sartor operaia Casole d'Elsa (SI),  Gasparro Andrea responsabile della zona Valdarno-Chianti PdCI Firenze, Gianni Polato consigliere comunale PRC Monteriggioni ( SI ), Del Giovane Graziano circolo PRC Sovicille Siena, Pizzichi Yuri direttivo circolo Poggibonsi PRC G.K. Zhukov,  Pucci Elisa direttivo circolo Poggibonsi PRC G.K. Zhukov, Simone Donnini segreteria circolo Antonio Gramsci PRC Nettuno

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dai che qualcosa da dire ce l'hai, altrimenti sembra che fo monologhi

Odio chi non parteggia, odio gli indifferenti

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
Antonio Gramsci

comunisti uniti

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